L’OPERATIVITÀ DELLA DISCIPLINA SUL PUBBLICO IMPIEGO PER I RAPPORTI DI LAVORO ALLE DIPENDENZE DEGLI ORDINI FORENSI CIRCONDARIALI – Tribunale di Castrovillari, Sezione Lavoro, ord., 29 marzo 2016, giud. Santoro

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Il Tribunale di Castrovillari ha ritenuto giuridicamente impossibile procedere alla costituzione di un rapporto d’impiego alle dipendenze del consiglio dell’ordine forense sul presupposto dello svolgimento di un rapporto di lavoro “di fatto” mai formalizzato con la sottoscrizione di un contratto individuale, a ciò ostando la disciplina sul pubblico impiego contrattualizzato applicabile agli ordini circondariali in quanto enti pubblici non economici

Il Tribunale di Castrovillari, con ordinanza del 29 marzo 2016, ha respinto il ricorso ex art. 1 commi 47 e ss. L. n. 92/2012 proposto contro il consiglio dell’ordine forense circondariale da una lavoratrice che assumeva di aver prestato attività lavorativa subordinata in favore dell’ente sino all’interruzione del rapporto avvenuta – secondo la tesi della ricorrente – con licenziamento verbale e relativamente al quale richiedeva la declaratoria di illegittimità con conseguente reintegra in servizio.
Il Tribunale, nell’affrontare la predetta fattispecie, ha avuto modo di analizzare le criticità relative al campo di applicazione della disciplina sul pubblico impiego contrattualizzato contenuta nel d.lgs. n. 165/2001.
In via preliminare ed assorbente, il Giudice ha dato atto dell’impossibilità di provvedere giudizialmente alla costituzione di un rapporto di impiego alle dipendenze del consiglio dell’ordine degli avvocati resistente stante la natura di ente pubblico non economico dello stesso (art. 24, L. 247/2012 c.d. riforma forense) e come tale ricompreso nel campo di applicazione del d. lgs. n. 165/2001 che annovera, tra gli enti destinatari della disciplina sul pubblico impiego privatizzato, “tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali”.
La conferma dell’applicabilità della disciplina pubblicistica agli ordini professionali è stata poi rintracciata dal Giudice dell’ordinanza in commento anche nell’art. 2, comma 2 bis D.L. n. 101/2013 (convertito con modificazioni nella L. n. 125/2013) a tenore del quale “gli ordini, i collegi professionali, i relativi organismi nazionali e gli enti aventi natura associativa, con propri regolamenti, si adeguano, tenendo conto delle relative peculiarità, ai principi del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.
Rileva inoltre il Tribunale come nonostante il legislatore riconosca le peculiarità degli ordini professionali in quanto enti di natura associativa, dotati di una naturale autonomia (riflesso della loro particolare matrice), che svolgono i propri compiti – tipicamente – in regime di autogoverno, sia comunque determinato a carico degli stessi l’obbligo di adeguamento ai principi contenuti nel d.lgs. n. 165/2001 con il conseguente assoggettamento dei rapporti di lavoro alla disciplina sul pubblico impiego contrattualizzato.
Sulla scorta del percorso argomentativo sopra brevemente illustrato, il Tribunale di Castrovillari, ritenendo nel caso di specie pacifica tra le parti la circostanza per la quale il rapporto di lavoro reclamato non fosse mai stato formalizzato con la sottoscrizione di un contratto individuale di lavoro, ha rigettato la domanda di reintegra formulata dalla lavoratrice ricorrente in forza della norma di sbarramento contenuta nel d.lgs. n. 165/2001 che all’art. 36, comma 5 inibisce espressamente la costituzione di rapporti di lavoro a tempo a tempo indeterminato con le pubbliche amministrazioni in caso di violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori.
Conclude infine il Giudice di Castrovillari considerando che una diversa soluzione consentirebbe di legittimare la violazione delle modalità di reclutamento ed assunzione di personale nell’alveo del pubblico impiego così come individuate dall’art. 35 del d. lgs. 165/2001, norma attuativa di preminenti principi sanciti dalla Carta costituzionale (art. 97).

Sergio Testa

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